Film

Sinossi

Il ricordo d’infanzia del momento in cui suo padre gli fece ascoltare una musica terrificante, spinge il regista a mettersi sulle tracce del suo misterioso antenato: il compositore Giacinto Scelsi (1905-1988). Scelsi affermava di non essere l’autore della propria musica, ma di riceverla dalle divinità. Trascorse gran parte della sua vita recluso nel suo appartamento di Roma, arrivando anche a proibire che lo si fotografasse. Proprio qui, verso il tramonto della sua vita, decise di registrare le sue memorie e i suoi pensieri su nastri magnetici, con la richiesta che non fossero resi pubblici prima di quindici anni dopo la sua morte. Ne “Il primo moto dell’immobile”, mentre il regista tenta di superare una paura ancestrale, attraverso un’immersione profonda nel paesaggio sonoro e spirituale di un artista visionario e invisibile, lo spirito di Scelsi trova una nuova e disincarnata espressione nella sua forma ideale : l’onda sonora.

Valva_Demeure d'enfance

Note dell’autore

Questo film nasce da una paura che ho avvertito da bambino. 

« Il primo moto dell’immobile » è un tentativo di comprendere, o meglio di superare, questa paura.

Scelsi mi ha aiutato a concepire la creazione in termini diversi: mi ha spinto ad andare al di là del concetto restrittivo per il quale l’arte è catarsi, o espressione di un punto di vista, o ancora il semplice risultato di idee personali. Scelsi mi ha spinto piuttosto a vedere l’arte come uno stato di disponibilità, di apertura, che permette all’artista di ricevere da fuori ciò che nutre la sua arte, rendendolo nient’altro che un intermediario.

Per arrivare a questo stato di disponibilità, che implica l’andare al di là di sé, è necessario superare il proprio ego e arrivare a questo « altrove » indefinibile, attorno al quale Scelsi ha costruito la sua esistenza creatrice. Le idee personali sono senz’altro un punto di partenza importante di ogni processo creativo ma è necessario, in un secondo momento, allontanarsene. Esse si limitano a definire le nostre intenzioni, a rassicurarci, a darci l’illusione di essere padroni.

L’altrove, al contrario, incute timore. Non siamo in grado di padroneggiarlo. Entriamo in una zona di pericolo e incertezze dalla quale non siamo sicuri di poter fare ritorno. Penso che ascoltando la musica di Scelsi sia possibile sfiorare questo altrove invisibile. Per lui si trattava di frammenti di un suono primordiale, una forza creatrice che egli interpretava come l’origine della creazione dell’universo. « Il suono è il primo moto dell’immobile e questo spiega la creazione », dice.

Il suono ha degli effetti su di noi e noi gli riconosciamo una vita propria. Diveniamo, malgrado tutto, esoterici, animisti. La ragione vi si oppone e ci fa provare una paura ancestrale, che la musica di Scelsi è in grado di risvegliare in noi.

La paura è un ostacolo alla creazione, ci immobilizza. Credo che l’obiettivo di ogni essere umano sia di liberarsi delle proprie paure, cosa sicuramente impossibile ma verso la quale è indispensabile tendersi, lottando contro la propria pulsione di morte. Lo facciamo attraverso il movimento, creando una dinamica che ci permette di ricevere qualcosa da un altrove che non conosciamo ma che, permettendoglielo, non smetterà mai di stupirci.

Ora che il film è finito e mi guardo indietro, mi pare di aver voluto celebrare la vita intesa come esistenza creativa, un’esistenza che porta alla luce, che crea forma, profondità, emozione. Che sia dovuta alla decadenza fisica o alla malattia dell’anima, la fine di questa esistenza creatrice è terrificante, ancor più della morte fisica.

« Il primo moto dell’immobile » rappresenta forse questa pulsione vitale che è la creatività e che tutti abbiamo dentro. È il primo gesto che mette in moto il processo creativo, come dice uno dei personaggi del film: « alla base di ogni processo creativo c’è un movimento, una dinamica. È attraverso questa dinamica che ci ribelliamo all’immobilità e alla scomparsa delle persone. E così sfidiamo la morte, nostra unica certezza ».

PartitionNote del produttore

Un viaggio nel cuore del suono

Con il film Il primo moto dell’immobile, Sebastiano d’Ayala Valva ci invita ad intraprendere un viaggio nel cuore del suono, quel suono che Giacinto Scelsi considerava forza creatrice. Per trascinarci in questo viaggio Sebastiano fa leva sulla forza narrativa e drammatica del personaggio di Scelsi, aprendoci impercettibilmente dinanzi le porte dell’universo musicale del suo lontano cugino, il Conte d’Ayala Valva.Ed è proprio questa promessa di un racconto forte, ispirato dalla complessità di un personaggio così enigmatico, a sedurci immediatamente. Il primo moto dell’immobile è un film musicale in cui la musica non è la porta d’ingresso principale, al contrario: le opere di Scelsi sono presentate all’orecchio dello spettatore man mano che il mistero di Scelsi si dipana o si infittisce. L’opera musicale in sé e la complessità del suono universale e creatore si trovano così intimamente legate l’una all’altra nel cuore del film. Scelsi, significativo compositore del XX secolo, si è impegnato scrupolosamente a sfuggire alla celebrità. Era arrivato addirittura a dichiarare di non essere l’autore delle proprie opere, e pur tuttavia ha lasciato a noi posteri, attraverso la sua poesia e le sue memorie, una caccia al tesoro enigmatica che va al di là del tempo.

Ed è per questa ragione che abbiamo scelto di scommettere su un film documentario che possa tentare, forte di una narrazione così intrigante, a sedurre gli amanti della musica così come i neofiti della musica contemporanea.

La sfida nella realizzazione del film stava innanzitutto nel mettere in scena la vita di un personaggio che era solito dare le spalle ai fotografi. Avevamo in mano solo del materiale sonoro e questo perché Scelsi aveva l’abitudine di registrare i suoi pensieri e i suoi messaggi per il mondo su dei registratori Revox. Abbiamo ottenuto accesso a queste registrazioni conservate alla Fondazione Scelsi a Roma, e da lì abbiamo iniziato.

Per raccontare visivamente e musicalmente questa voce d’altri tempi, impressa su dei nastri magnetici, Sebastiano ha cercato Sclesi nel presente, rivolgendosi agli scarsissimi musicisti che hanno interpretato la musica di Scelsi quando era in vita. Tra questi musicisti di eccezione Michiko Hirayama, Carol Robinson, Joëlle Léandre, Livia Mazzanti, Marianne Schroeder e Aldo Brizzi hanno apportato al film un contributo fondamentale. La loro partecipazione intima e personale al progetto è stata portante per il progetto.

Scelsi concepiva il suono come un’energia vibrante di dimensione sferica. Nel realizzare il film abbiamo tentato di rimanere il più possibile fedeli a questa singolare visione del suono per proporre una riscrittura cinematografica innovativa e stimolante alle orecchie dello spettatore.

La traccia audio de Il primo moto dell’immobile è stata concepita come un omaggio all’intuizione musicale di un compositore che è stato capace, nella sua epoca, di anticipare la rivoluzione digitale che viviamo oggi.

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